GROTTA DEL CAVALLO

Nardò (LE) - Puglia

Grotta del Cavallo, localizzata nella baia di Uluzzo sul versante ionico del Salento, ha restituito una delle più importanti sequenze stratigrafiche dell’Italia meridionale che comprende essenzialmente tre grandi unità, il Musteriano, articolato in più livelli, il Paleolitico superiore arcaico di facies uluzziana, con un’importante scansione in tre fasi, e l’Epigravettiano finale di facies romanelliana che probabilmente supera la soglia dell’Olocene in ambito mesolitico. Di scarsa entità sono alcune sporadiche evidenze di età neolitica nello strato sommitale della sequenza. Il giacimento fu scoperto e scavato da Arturo Palma di Cesnola negli anni ’60 e, dopo una lunga pausa, ricerche sistematiche sono state riprese nei primi anni ’980 ad opera di Lucia Sarti (Università di Siena) nel deposito musteriano e da Fabio Martini (Università di Firenze) nel deposito epigravettiano.
Le ricerche sono ancora in corso.

Dallo strato F (Musteriano finale) provengono tre supporti calcarei incisi con segni lineari generici, uniformi nella disposizione e nella organizzazione. Provengono dagli orizzonti FIIId (pietra Cav 56), FIIIc (pietra Cav 57), FII (pietra Cav 58). Un quarto blocchetto con analoghe incisioni è stato recuperato nel deposito rimaneggiato. Una data radiometrica alla sommità dello strato F rimanda a circa 42.000 anni orsono.

Le incisioni mobiliari del Paleolitico superiore di Grotta del Cavallo, circa 70 evidenze, sono state acquisite nel corso delle diverse indagini. Se ne presenta qui un campione significativo per illustrare i caratteri figurativi principali. I blocchi incisi risalgono a più momenti di frequentazione della grotta durante l’Epigravettiano finale-passaggio al Mesolitico (strato B). Molti sono stati recuperati nel terreno rimaneggiato.
La struttura iconografica delle pietre incise è molto simile a quella di Grotta Romanelli. Le figure naturalistiche (zoomorfe, un solo antropomorfo) sono minoritarie rispetto ai non naturalistici. Predominano quelle parziali (solo la testa è raffigurata). I motivi non naturalistici si articolano in lineari (organizzati e non organizzati) e, più raramente, geometrici.

Inquadramento storico
Paleolitico Medio

Con questo termine si indica la fase del Paleolitico che ha visto in Europa e nel Vicino Oriente la diffusione della specie Homo neanderthalensis e della sua cultura, il Musteriano.

La cronologia è dibattuta, soprattutto in merito all'inizio della fase. Convenzionalmente questa fase viene inserita tra 250.000 e 40.000 anni fa.

Culture

Musteriano
Paleolitico Superiore

È la fase più recente del Paleolitico, tra 40.000 e 10.000 anni fa, che si fa coincidere con l'arrivo in Europa della specie Homo sapiens. In questa fase si coglie una rottura con le tradizioni culturali precedenti corelate al Neanderthal e l'avvio di una serie di pratiche utilitaristiche e simboliche che hanno un loro sviluppo nei millenni, sino all'avvento del Neolitico.

Strategie insediative, assetto dei regimi di sussitenza basati sulla caccia e sulla raccolta, le modalità del rito funerario e l'inizio della produzione artistica figuarativa sono i caratteri che consentono di seguire l'evoluzione e le trasformazioni delle prime culture sapiens.

Culture

Epigravettiano Finale

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