Sintesi storica

La produzione figurativa del Paleolitico e del Mesolitico in Italia comprende alcune rare incisioni eseguite dall'Uomo di Neanderthal (Paleolitico medio), una documentazione non cospicua del sapiens relativa all'Aurignaziano e al Gravettiano (specialmente se confrontata col più ricco repertorio europeo) e un'importante serie di opere dell'Epigravettiano e del Mesolitico, risalenti alla fine del Tardoglaciale.

I segni neandertaliani

L'Uomo di Neanderthal non raffigura soggetti riconoscibili ma elabora unicamente composizioni lineari. La sua grafica è limitata a rari frammenti di roccia o di osso sui quali compaiono segni incisi lineari sia sommari sia organizzati.
Essi attestano non un sistema figurativo complesso, bensì un avvio di un procedimento simbolico molto semplice che si accompagna alla primitiva ricerca del sense of beauty. Ne è un esempio alla Grotta Fumane l'impiego di piumaggi di uccello probabilmente come ornamento.
Le produzioni italiane sono coerenti con le rare attestazioni europee e ciò indica una omogeneità concettuale, culturale e di comportamento.

Le tendenze iconografiche nel Paleolitico superiore

L'esperienza figurativa dei primi sapiens dell'Aurignaziano trova testimonianze anche nella nostra penisola a Grotta Fumane e testimonia come anche l'Italia sia inserita nell'ampia unità culturale dell'Aurignaziano che caratterizza la nascita, intorno a 40.000 anni orsono, della "prima Europa". È in questo contesto culturale cosmopolita che nasce un sistema iconografico, che si espande dai confini orientali dell'Europa sino alle coste atlantiche. Tale sistema, tradizionalmente indicato come stile franco-cantabrico, si mantiene sino alla fine del Paleolitico.

Le rare produzioni italiane del Gravettiano (Grotta Paglicci e Grotta di Roccia San Sebastiano, Veneri dei Balzi Rossi, corredi funerari della Barma Grande e della Caverna delle Arene Candide) e dell'Epigravettiano antico (Grotta Paglicci) indicano l'adozione del linguaggio cosmopolita franco-iberico.

Nell'Epigravettiano sono documentate diverse tendenze iconografiche. Un filone rimanda al sistema tradizione europeo (stile franco-cantabrico), nasce nell'Epigravettiano evoluto un linguaggio nuovo ("mediterraneo" secondo la definizione di Paolo Graziosi) più essenziale e sintetico nella figurazione, prosegue lo stile schematico già noto sin dalla fase aurignaziana e infine si diffonde la produzione di ciottoletti dipinti di stile aziliano.
Disgregatosi il cosmopolitismo del primo Paleolitico superiore e attenuata l'influenza franco-iberica, parallelamente alla progressiva regionalizzazione di vari aspetti produttivi e comportamentali, anche la pratica del fare segno assume espressioni sia a diffusione locale sia attente a ispirazioni che vengono dalle regioni europee orientali.
Le nuove tendenze vedono una diminuzione del repertorio zoomorfo e favore dello sviluppo di schemi geometrici e lineari.

Nel Mesolitico le scarse produzioni italiane sembrano proseguire nel solco della tradizione della fine dell'Epigravettiano, con un ulteriore sviluppo dei segni geometrico-lineari e la perdita del tema zoomorfo.

Definizioni crono-culturali


Paleolitico Medio
Paleolitico Superiore
Mesolitico

Con questo termine si indica la fase del Paleolitico che ha visto in Europa e nel Vicino Oriente la diffusione della specie Homo neanderthalensis e della sua cultura, il Musteriano.

La cronologia è dibattuta, soprattutto in merito all'inizio della fase. Convenzionalmente questa fase viene inserita tra 250.000 e 40.000 anni fa.

Musteriano

Indica l'insieme degli aspetti culturali dell'Uomo di Neanderthal, che presentano in Europa caratteri differenziati su base micro-macroregionale. Le variabilità sono indicate soprattutto riguardo ai caratteri delle produzioni litiche ma comportamenti differenziati, dovuti anche ai diversi ambienti e distretti climatici, si rilevano anche nelle strategie di caccia e degli insediamenti.

Tra le grandi acquisizioni del Musteriano, nella visione complessiva dell'evoluzione culturale, vanno ricordate l'inizio della pratica funeraria mediante inumazione e quella del fare segno. I Neandertaliani si estinguono intorno a 30.000 anni fa.

Le produzioni grafiche sono solo lineari, con diversi livelli di elaborazione, non compaiono immagini naturalistiche di soggetti riconoscibili.


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