Glossario

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A
Arte aziliana

Produzione grafica su ciottoli e ciottoletti, ornati con pitture schematiche e lineari. Rimanda alla cosiddetta "arte aziliana", una tendenza molto specializzata che ha avuto origine sui Pirenei e che si è diffusa in alcune aree europee alla fine del Paleolitico e nel passaggio al Mesolitico.

Aurignaziano

Cultura del primo Homo sapiens europeo, che tra circa 40.000 e 30.000 anni fa si diffonde in tutta Europa proveniente da Oriente, occupando nel giro di alcuni millenni tutte le aree abitabili sino alle zone atlantiche. È in possesso di un linguaggio più articolato rispetto ai neandertaliani, di maggiori conoscenze tecniche, dà inizio ad una serie di linguaggi non verbali (arte, musica, danza) che approfondiscono la sua capacità di comunicazione. L'Aurignaziano è una cultura molto omogenea e i diversi aspetti dei modi di vita si ripetono simili nelle varie zone del continente, dando origine ad una vera e propria "prima Europa".

C
Castelnoviano

Facies mesolitica che segue il Sauveterriano, anch'essa di diffusione europea. Nella produzione di strumenti litici si notano alcuni elementi di tradizione, come l'uso delle armature, ma cambia la loro tipologia a favore di manufatti più funzionali ed efficienti: le punte e i triangoli sono sostituiti da armature trapezoidali, le quali, inserite nell'asta, una volta penetrate nel corpo della selvaggina ne provocano più facilmente il dissanguamento.

E
Epigravettiano

Cultura post-gravettiana (19-10.000 anni fa) diffusa nell'Europa mediterranea, dalla Provenza ai Balcani sino al Mar Nero, indicativa della nascita e dello sviluppo in Europa di una progressiva regionalizzazione come effetto del Secondo Pleniglaciale. Le regioni centro­-occidentali, sino all'Atlantico e alla penisola iberica, mantengono una loro fisionomia culturale con aspetti che in quella parte d'Europa sono chiamati Solutreano, Maddaleniano e Aziliano. L'Italia si distacca culturalmente da quella sfera e rientra nell‘ampia provincia dell'Epigravettiano.

Epigravettiano antico

È la prima fase dell'Epigravettiano in Italia (19­-17.000 mila anni fa circa), che risente ancora degli influssi centro­-occidentali europei nelle conoscenze tecniche e quindi nelle produzioni di strumenti litici. Pur nel solco della tradizione europea, ancora legato al Gravettiano, compaiono aspetti originali e innovativi.

Epigravettiano evoluto

Breve fase dell'Epigravettiano (17-­15.000 anni orsono circa) nella quale su una base di conoscenze e di comportamenti ancora legati alla fase precedente si innestano innovazioni tecnologiche e simboliche. Ciò comporta una progressione degli aspetti di diffusione territoriale limitata.

Epigravettiano finale

Compreso tra 14.000 e 10.000 anni fa, è il momento più avanzato del Tardoglaciale che conclude il Paleolitico. L'Italia, come altre aree europee, vede la formazione di aspetti regionali ben definiti, con produzioni litiche non del tutto omogenee. Elementi trasversali sono i comportamenti non utilitaristici, vale a dire quelli legati alle pratiche funerarie e alle esperienze artistiche.

Epigravettiano recente

Accezione che viene data da alcuni studiosi alle fasi evoluta e finale dell'Epigravettiano nel loro insieme.

Epipaleolitico indifferenziato

Nel Mesolitico si sviluppano più facies culturali. Oltre a quella ad armature (Sauveterriano e Castelnoviano) e all'Epiromanelliano, nel Centro-­Sud della penisola si diffonde l'Epipaleolitico indifferenziato, con caratteri del tutto originali rispetto agli altri aspetti per quanto riguarda le produzioni litiche. A questi gruppi umani si devono le prime esperienze di navigazione con coste a vista nel Mediterraneo.

Epiromanelliano

Facies mesolitica che durante l'Olocene antico rappresenta in Liguria e in Puglia la continuità con la facies epigravettiana detta Romanelliano. La sua presenza, geograficamente limitata, è coeva alla facies ad armature.

G
Gravettiano

La cultura gravettiana (da 30.000 a ­20.000 anni fa), che segue l'Aurignaziano, possiede ancora una fisionomia omogenea sulla linea del cosmopolitismo aurignaziano. I sistemi insediativi sono differenziati in base ai diversi distretti geografici e paesaggistici, i quali condizionano anche le strategie di caccia, mentre nelle produzioni litiche e negli aspetti simbolici (arte, sepolture, ornamenti...) l'uniformità degli atteggiamenti è forte. Non mancano episodi di originalità regionale che nulla tolgono all'unità complessiva del Gravettiano europeo.

Graziosi, Paolo

Paolo Graziosi (1906-1988), paletnologo e antropologo dell'Università di Firenze, fondatore del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria. Ha dato avvio a sistematiche e continue ricerche sul tema dell'arte preistorica. A lui si devono studi e indagini che a partire dai primi decenni del'900 fecero conoscere in Italia e all'estero il patrimonio figurativo italiano. Divenuto un'autorità del settore, riconosciuta in tutta Europa, Graziosi fu sempre presente al fianco di colleghi archeologi per approfondire gli studi sull'arte delle origini.

H
Homo neanderthalensis

Specie recente del genere Homo (300-35.000 anni fa) a diffusione prevalentemente europea. Introduce il rito della sepoltura e le prime espressioni grafiche. L'Uomo di Neanderthal non raffigura soggetti riconoscibili ma elabora unicamente composizioni lineari. La sua grafica è limitata a rari frammenti di roccia o di osso sui quali compaiono segni incisi lineari sia sommari sia organizzati.
Essi attestano non un sistema figurativo complesso, bensì un avvio di un procedimento simbolico molto semplice che si accompagna alla primitiva ricerca del sense of beauty.

Homo sapiens

La più recente specie del genere Homo (da 200.000 anni fa in Africa). Homo sapiens entra in Europa circa 40.000 anni orsono e dà avvio ad una serie di profondi mutamenti culturali nei modi di vita, nelle produzioni, nel rito funerario, soprattutto negli aspetti simbolici (arte, musica, gesti).

M
Mesolitico

La fase crono­culturale che succede al Paleolitico è detta Mesolitico e rappresenta il periodo compreso tra 10.000 e circa 6.500 anni orsono durante il quale i cacciatori­raccoglitori di cultura paleolitica devono adattarsi ai nuovi regimi climatici e ambientali postglaciali.
Le culture mesolitiche sono ancora profondamente legate alla tradizione precedente: non si registrano profondi mutamenti o trasformazioni nei modi di vita, ma si proseguono attività già note con modalità idonee alla nuova situazione ecologica. Nei regimi di sussistenza, ad esempio, si amplificano la caccia ai piccoli mammiferi e agli uccelli, la pesca e l'utilizzo di tutte le risorse marine. Il rito funerario non vede sostanziali cambiamenti.

Musteriano

Cultura dell'Uomo di Neanderthal, che presenta in Europa caratteri differenziati su base micro-macroregionale. Le variabilità sono indicate soprattutto riguardo ai caratteri delle produzioni litiche ma comportamenti differenziati, dovuti anche ai diversi ambienti e distretti climatici, si rilevano nelle strategie di caccia e degli insediamenti. Tra le grandi acquisizioni del Musteriano, nella visione complessiva dell'evoluzione culturale, vanno ricordate la pratica funeraria mediante inumazione e quella del fare segno. I Neandertaliani si estinguono intorno a 30.000 anni fa.

P
Paleolitico medio

Con questo termine si indica la fase del Paleolitico che ha visto in Europa e nel Vicino Oriente la diffusione della specie Homo neanderthalensis e della sua cultura, il Musteriano. La cronologia è dibattuta, soprattutto in merito all'inizio della fase. Convenzionalmente questa fase viene inserita tra 250.000 e 40.000 anni fa.

Paleolitico superiore

È la fase più recente del Paleolitico, tra 40.000 e 10.000 anni fa, che si fa coincidere con l'arrivo in Europa della specie Homo sapiens. In questa fase si coglie una rottura con le tradizioni culturali precedenti correlate al Neanderthal e l'avvio di una serie di pratiche utilitaristiche e simboliche che hanno un loro sviluppo nei millenni, sino all'avvento del Neolitico.
Strategie insediative, assetto dei regimi di sussistenza basati sulla caccia e sulla raccolta, le modalità del rito funerario e l'inizio della produzione artistica figurativa sono i caratteri che consentono di seguire l'evoluzione e le trasformazioni delle prime culture sapiens.

R
Romanelliano

Il termine deriva dal sito di Grotta Romanelli in Puglia. Rappresenta uno degli aspetti regionali comparsi con l'Epigravettiano finale ed è limitato geograficamente al Salento e alla Liguria.

S
Sauveterriano

È una facies particolare del Mesolitico antico, di diffusione europea, caratterizzata dalla produzione intensiva di strumenti molto piccoli (lunghezze intorno a cm 1­2), anche di forma geometrica, detti „armature“, utilizzati per armare aste in legno e ricavare armi da lancio. Oltre a punte acuminate da inserire all'estremità dell'asta, in questa fase le armature da inserire in serie lungo l'asta hanno forma triangolare. Dal punto di vista culturale e tecnologico il Sauveterriano possiede molti elementi di continuità con l'Epigravettiano.

V
Venere

Le cosiddette “Veneri” sono delle piccole statuette a tutto tondo che ritraggono la donna gravida. La massa corporea della donna viene concettualmente scomposta e ricomposta enfatizzandone solo alcune parti (seni, ventre, glutei, cosce), quelle che più di altre richiamano la maternità.

­
­Stile franco-­cantabrico

Originato e diffuso in ambito europeo sin dall'Aurignaziano, viene identificato con le raffigurazioni naturalistiche dell'area franco-­iberica. I suo caratteri primari sono il rispetto delle proporzioni anatomiche dei soggetti, il verismo e l'attenzione ai particolari anatomici

­Stile mediterraneo

Definizione coniata da Paolo Graziosi nel 1956 per indicare un linguaggio naturalistico molto essenziale diffuso nell'Europa meridionale, dalla Spagna al Sud dell'Italia. Caratteri primari sono i profili semplici degli animali, senza dettagli anatomici, con alcune tendenze grafiche originali (ad esempio il corno dei bovini rivolto in avanti e con le estremità non chiuse). Verso la fine del Paleolitico le figure diventano più schematiche e rigide e prende campo una grafica geometrica e lineare che sostituisce, intorno a 10.000 anni fa, la componente naturalistica zoomorfa.


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