venere "Giano"

BALZI ROSSI

La denominazione “Janus”, oltre a quella di “donna col collo perforato”, deriva dalla percezione di due volti, uno dietro all’altro. In realtà si tratta di due figure femminili su supporto piatto, delle quali una poco rilevata. La fisionomia del volto e i caratteri anatomici sono appena accennati. La presenza di un foro ne fa ipotizzare l'uso come pendente (in steatite verde, altezza cm 6,1).
Questo modello esula dal repertorio delle usuali Veneri, a testimoniare quindi la complessità del simbolismo legato alla figura femminile.

Soggetto

Naturalistico umano

Categoria

Mobiliare

Materia prima

Pietra

Tecnica

Scultura

Strato

-

Datazione

-

Codice reperto

-

Cronologia relativa
Gravettiano

La cultura gravettiana (30-20 mila anni fa) possiede ancora una fisionomia omogenea, sulla linea del cosmopolitismo aurignaziano. I sistemi insediativi sono differenziati in base ai diversi distretti geografici e paesaggistici, i quali condizionano anche le strategie di caccia, nelle produzioni litiche e negli aspetti simbolici (arte, sepolture, ornamenti...) l'uniformità degli atteggiamenti è forte. Non mancano episodi di originalità regionale che nulla tolgono alla uniformità complessiva del Gravettiano europeo.

Tra 24-20 mila anni fa una profonda crisi climatica (Secondo Pleniglaciale würmiano), corrispondente all'ultimo picco glaciale, ha inciso fortemente sui modi di vita delle popolazioni europee. Tra l'altro, l'abbassamento del livello del mare a -130 metri circa rispetto al livello attuale ha creato nuovi cenari geografici. Ad esempio, il versante orientale della penisola con la piana adriatica in emersione si trova direttamente collegato ai Balcani e all'est europeo. Questi fenomeni si riverberano anche nei sistemi di comunicazione e nei più facili e rapidi scambi di conoscenze.

Rapporti e influssi tra l'Est europeo e l'Italia sono documentati anche nell'ambito artistico. In campo artistico si consolida lo stile franco-cantabrico, che raggiunge anche il Sud della penisola. In questa fase si verifica il maggiore sviluppo delle "Veneri", piccole statuette femminili.

Gallery
Bibliografia
BREUIL H., 1930, Renseignements inédits sur les circostances de trouvaille des statuette aurignaciennes des Baoussé Roussé, Atti IIPU, I, pp. 281-290.
MARTINI F., 2016, L'arte paleolitica e mesolitica in Italia, Millenni. Studi di archeologia preistorica, 12, Firenze.
MUSSI M., BOLDUC P., CINQ-MARS J., 2004, Le 15 figurine paleolitiche scoperte da Louis Alexandre Jullien ai Balzi Rossi, Origini, XXVI, pp. 7-64.

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