Segni geometrico-lineari

TORRE TESTA

Un grosso arnione di selce, utilizzato come nucleo, presenta incisioni che rimandano al repertorio geometrico-lineare pugliese inquadrabile tra l’Epigravettiano finale di facies romanelliana e quella mesolitica epiromanelliana. I motivi sono una scaletta regolare, un reticolo, gruppi di linee in composizione ortogonale, fasci di linee.
Sono evidenti le analogie con il repertorio di Grotta delle Veneri e di Grotta Marisa.
(dimensione massima cm 13,8)

Soggetto

Astratto

Categoria

Mobiliare

Materia prima

Pietra

Tecnica

Incisione

Strato

giacitura secondaria (ricerche di superficie)

Datazione

-

Codice reperto

-

Cronologia relativa
Epigravettiano Finale

Compreso tra 14.000 e 10.000 anni fa, è il momento più avanzato del Tardoglaciale che conclude il Paleolitico. L'Italia, come altre aree europee, vede la formazione di aspetti regionali ben definiti, con produzioni litiche non del tutto omogenee. Elementi trasversali sono i comportamenti non utilitaristici, vale a dire quelli legati alle pratiche funerarie e alle esperienze artistiche.

In ambito artistico in Italia si registra la progressiva perdita dello stile franco-cantabrico che, non più adottato al Sud, lascia tracce al Centro e al Nord, dove tuttavia conserva echi della tradizione d'Oltralpe filtrate attraverso lo stile mediterraneo in via di espansione. Questo linguaggio assume negli ultimi due millenni un carattere più sintetico e astratto, con produzioni grafiche soprattutto geometriche e lineari.

Mesolitico Generico

Alcuni prodotti artistici provengono da contesti mesolitici non definibili come specifico aspetto culturale, per essi va mantenuta questa generica definizione crono­culturale.

Gallery
Bibliografia
CREMONESI G., 1967, Industria litica di tradizione Paleolitico superiore rinvenuta a Torre Testa (Brindisi), RSP, XXII, 2, pp. 251-280.
MARTINI F., 2016, L'arte paleolitica e mesolitica in Italia, Millenni. Studi di archeologia preistorica, 12, Firenze.

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