Bovidi e segni lineari

GROTTA DEL CAVALLO

Questa incisione esemplifica l’ispirazione naturalistica del complesso iconografico. Quattro poderosi bovidi, col corpo enfatizzato dalla campitura interna a fitto tratteggio breve, hanno sagome geometrizzate, col corno è rivolto in avanti e a profilo aperto. L’ispirazione al canone mediterraneo è chiara e netta e contempla anche i segni lineari organizzati (chevrons, scaletta, banda campita) e non organizzati (rare linee disperse, gruppi di linee, linee parallele) che sono stati eseguiti in parte prima in parte dopo le figure zoomorfe.
(dimensione massima cm 31)

Soggetto

Astratto

Naturalistico animale

Categoria

Mobiliare

Materia prima

Pietra

Tecnica

Incisione

Strato

fuori contesto stratigrafico

Datazione

-

Codice reperto

CAV 34

Cronologia relativa
Epigravettiano Finale

Compreso tra 14.000 e 10.000 anni fa, è il momento più avanzato del Tardoglaciale che conclude il Paleolitico. L'Italia, come altre aree europee, vede la formazione di aspetti regionali ben definiti, con produzioni litiche non del tutto omogenee. Elementi trasversali sono i comportamenti non utilitaristici, vale a dire quelli legati alle pratiche funerarie e alle esperienze artistiche.

In ambito artistico in Italia si registra la progressiva perdita dello stile franco-cantabrico che, non più adottato al Sud, lascia tracce al Centro e al Nord, dove tuttavia conserva echi della tradizione d'Oltralpe filtrate attraverso lo stile mediterraneo in via di espansione. Questo linguaggio assume negli ultimi due millenni un carattere più sintetico e astratto, con produzioni grafiche soprattutto geometriche e lineari.

Gallery
Bibliografia
GRAZIOSI P., 1972-73, Nuove incisioni su pietra epipaleolitiche della Grotta del Cavallo nel Salento, RA, LVIII, pp. 235-242.
MARTINI F., 2016, L'arte paleolitica e mesolitica in Italia, Millenni. Studi di archeologia preistorica, 12, Firenze.
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VIGLIARDI MICHELI A. , 1972, Le incisioni su pietra romanelliane della Grotta del Cavallo (Uluzzo, Lecce), RSP, XXVII, 1, pp. 57-115.

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