Antropomorfo, bovidi e segni geometrico-lineari

GROTTA DEL CAVALLO

Composizione molto complessa, la più articolata nel repertorio grafico romanelliano, incisa sulle due facce.
Faccia A - L’antropomorfo è un unicum nel repertorio pugliese, è rappresentato privo della testa (cinque sfere occupano quello spazio) e delle braccia, con una lunga tunica che arriva sino ai polpacci e che lascia a vista i due piedi (uno più approssimativo) e un lungo fallo ovviamente in posizione innaturale. A lato della figura umana è presente la sottile incisione di un bovide parziale, con muso geometrizzante, senza dettagli anatomici e con corna rivolte in avanti, associata a parziale incisione di muso di bovide del quale è indicato l’occhio e forse parte di un corno. Sono presenti inoltre motivi geometrici (cerchio, rettangolo), lineari organizzati (meandro, nastriforme, fascio, scaletta) e non organizzati.
Faccia B – Composizione unitaria e organica di motivi lineari usuali: il fascio di linee, il nastriforme, la scaletta, brevi tratti paralleli.
(dimensione massima cm 24,9)

Soggetto

Astratto

Naturalistico animale

Naturalistico umano

Categoria

Mobiliare

Materia prima

Pietra

Tecnica

Incisione

Strato

fuori contesto stratigrafico

Datazione

-

Codice reperto

CAV 26

Cronologia relativa
Epigravettiano Finale

Compreso tra 14.000 e 10.000 anni fa, è il momento più avanzato del Tardoglaciale che conclude il Paleolitico. L'Italia, come altre aree europee, vede la formazione di aspetti regionali ben definiti, con produzioni litiche non del tutto omogenee. Elementi trasversali sono i comportamenti non utilitaristici, vale a dire quelli legati alle pratiche funerarie e alle esperienze artistiche.

In ambito artistico in Italia si registra la progressiva perdita dello stile franco-cantabrico che, non più adottato al Sud, lascia tracce al Centro e al Nord, dove tuttavia conserva echi della tradizione d'Oltralpe filtrate attraverso lo stile mediterraneo in via di espansione. Questo linguaggio assume negli ultimi due millenni un carattere più sintetico e astratto, con produzioni grafiche soprattutto geometriche e lineari.

Gallery
Bibliografia
MARTINI F., 2016, L'arte paleolitica e mesolitica in Italia, Millenni. Studi di archeologia preistorica, 12, Firenze.
MARTINI F., FREDIANI A., 1997, Per una definizione di struttura iconografica: le figurazioni mobiliari di Grotta del Cavallo, RSP, XLVIII, pp. 239-280.
VIGLIARDI MICHELI A. , 1972, Le incisioni su pietra romanelliane della Grotta del Cavallo (Uluzzo, Lecce), RSP, XXVII, 1, pp. 57-115.

© 2020. Un progetto Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi

+39 055 29 51 59 | info@museofiorentinopreistoria.it